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FORFIRM AI Talks a Lugano: la Generative AI oltre l’hype

L’evento sold out ha riunito professionisti del mondo consulenziale, legale, cybersecurity, bancario e industriale per discutere come portare l’intelligenza artificiale in produzione in modo sicuro, governato e misurabile.

FORFIRM AI Talks, l’evento organizzato da FORFIRM Consulting AG a Lugano, ha registrato il tutto esaurito e ha portato al centro della discussione un tema ormai decisivo per aziende, istituzioni e organizzazioni: la Generative AI non è più soltanto una promessa tecnologica.

È una leva concreta di trasformazione, ma solo quando viene integrata con metodo, governance e obiettivi di business chiari.

La serata, ospitata il 28 maggio all’Hotel Dante di Lugano, è nata con un obiettivo preciso: andare oltre l’hype e affrontare l’intelligenza artificiale generativa dal punto di vista di chi deve realmente adottarla, governarla e renderla sostenibile all’interno delle organizzazioni.

FORFIRM Consulting AG è una società di consulenza attiva da oltre dieci anni sul mercato svizzero, con sedi a Lugano e Zurigo. Opera nelle aree Business Consulting, IT & Digital Consulting e GRC, accompagnando le aziende in progetti di strategia, organizzazione, change management, architettura, data, compliance, DORA e FINMA. Una parte rilevante del lavoro presentato durante l’evento si è concentrata proprio sul passaggio dalla sperimentazione alla produzione, oggi uno dei punti più critici nei progetti di AI.

Il messaggio centrale della serata è stato chiaro: non basta scegliere un modello o introdurre un nuovo strumento. Il vero discrimine è l’ordine con cui si costruisce il percorso. Prima l’obiettivo di business, poi il processo, la governance, le persone e infine la tecnologia.

Elisa Sicari, Partner di FORFIRM, ha aperto l’evento ponendo l’attenzione su un nodo spesso sottovalutato: molte iniziative di AI si fermano perché vengono trattate come progetti puramente tecnologici. Demo efficaci, ROI stimati e prototipi promettenti non sono sufficienti se i processi non vengono ridisegnati, i team non vengono coinvolti e i criteri di governance restano separati dal progetto.

Pietro Vassalli ha poi approfondito il rapporto tra AI Act, cybersecurity e gestione del rischio. La discussione ha toccato temi come classificazione dei casi d’uso, rischio regolatorio, trasparenza, human-in-the-loop, protezione dei dati e necessità di costruire controlli fin dall’inizio. Il punto non è solo capire cosa sia tecnicamente possibile, ma definire cosa sia lecito, sicuro e sostenibile per l’organizzazione.

Nel corso dell’evento sono stati presentati anche casi reali di applicazione dell’AI in contesti aziendali complessi. Tra questi, un hub di conoscenza per una grande banca europea, progettato per rendere accessibili documenti distribuiti tra SharePoint, intranet e sistemi legacy attraverso un’interfaccia unica basata su linguaggio naturale. Un altro caso ha mostrato come AI e automazione possano lavorare insieme come agenti operativi governati, interpretando dati, documenti e richieste, applicando regole di processo e attivando automazioni tracciabili sui sistemi esistenti.

Un momento distintivo della serata è stato anche la presentazione di un video interamente realizzato in Generative AI, pensato per raccontare l’evoluzione tecnologica e il ruolo dell’intelligenza artificiale come nuovo livello di interazione tra persone, processi e organizzazioni.

La tavola rotonda ha poi riunito professionisti con competenze complementari: un CEO attivo nella trasformazione digitale e cloud, un avvocato e founder di uno studio legale, un adjunct professor, un AI & Security Architect del settore finanziario e un Chief Digital Officer proveniente dal mondo industriale. Il confronto ha permesso di affrontare la Generative AI da più prospettive: esposizione legale, governance, cybersecurity, architettura, deployment enterprise, banking e industria.

Dalla discussione è emerso un punto comune: l’AI non può essere lasciata alla sola sperimentazione tecnica. Deve essere inserita in un modello operativo chiaro, con responsabilità definite, dati controllati, fallback umano, metriche di business e capacità di scalare.

Per FORFIRM, il futuro dell’AI nelle organizzazioni non si giocherà sulla corsa allo strumento più avanzato, ma sulla capacità di costruire percorsi solidi. Governance by design, change management, architettura, dati e misurazione dell’impatto dovranno procedere insieme.

Vista la forte partecipazione e le numerose richieste ricevute da chi non ha potuto prendere parte all’appuntamento di Lugano, FORFIRM sta valutando un nuovo momento di approfondimento in formato webinar, per aprire la conversazione a un pubblico più ampio.

La conclusione dell’evento è stata netta: la Generative AI è già entrata nelle organizzazioni. La vera domanda, oggi, non è più se adottarla. È come farlo senza perdere controllo, valore e responsabilità.

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Questo contenuto è realizzato per conto di ForFirm Consulting Sagl è pubblicità e non fa parte del contenuto redazionale.