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Ecco come riconoscere i deepfake nella vita di ogni giorno

Voci o video contraffatti: l’IA rende i deepfake sempre più realistici e utilizzabili a scopo di truffa. Con questi consigli imparerete a riconoscere gli inganni digitali e a tutelarvi efficacemente.

Ciò che fino a pochi anni fa poteva apparire come un divertente effetto cinematografico si è trasformato oggi in un fenomeno sempre più diffuso sui nostri smartphone e sempre più spesso utilizzato a scopo fraudolento, per manipolare le opinioni e diffondere informazioni false. Stiamo parlando dei deepfake: immagini, video o tracce audio che, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale (IA), possono essere modificati o creati dal nulla.

Come funzionano i deepfake?

Il termine deriva dalle espressioni «deep learning» e «fake», la prima delle quali si riferisce alla capacità dell’intelligenza artificiale di acquisire modelli in modo estremamente accurato. Utilizzando foto, video o tracce audio, l’IA è in grado infatti di imparare a simulare l’aspetto di una persona nonché il modo in cui parla o si muove. Più ampio è il materiale disponibile, più realistico il risultato finale.

Il fatto che questa tecnologia abbia compiuto enormi passi avanti negli ultimi anni dipende dalla democratizzazione di potenti strumenti per l’uso dell’IA. Se un tempo servivano costosi software speciali e competenze tecniche specifiche, oggi basta una semplice app. Questa disponibilità di strumenti rende gli attacchi molto più economici e scalabili a piacimento. Gli attuali sviluppi mostrano tuttavia due facce: se da un lato l’IA consente di manipolare la realtà in misura finora inedita, dall’altro rende disponibili anche nuovi meccanismi di protezione e riconoscimento.

Ecco come riconoscere i deepfake nella vita di ogni giorno

  • Prese di contatto sospette: reagite con scetticismo se venite contattati in modo inaspettato tramite canali diversi da quelli convenzionali.

  • Richieste di agire con urgenza: i truffatori tentano spesso di mettervi sotto pressione per spingervi ad agire senza riflettere.

  • Inviti inconsueti a effettuare pagamenti: non versate mai denaro di fretta sulla base di messaggi o telefonate ricevute.

  • Manipolazione emotiva: non lasciatevi influenzare da false emergenze o notizie scioccanti.

  • Assenza di contesto: mettete criticamente in dubbio i messaggi privi di un contesto o di retroscena comprensibili.

  • Incongruenze nella conversazione: prestate attenzione agli errori linguistici, ai modi di esprimersi inconsueti e ai comportamenti elusivi.

  • Verifica tramite un secondo canale di comunicazione: verificate sempre i messaggi sospetti utilizzando un diverso canale.

  • Richiamata a numeri noti: in caso di dubbio, riattaccate e richiamate la persona utilizzando il numero in rubrica.

  • Domande di sicurezza e meccanismi di verifica: in famiglia o sul lavoro definite parole chiave o domande di sicurezza che solo familiari o colleghi di lavoro possono conoscere.

L’identità online come superficie di attacco

Più tracce lasciamo in rete, più facilmente possiamo trasformarci in bersagli. Con la rapida perdita di valore dei tradizionali indicatori di autenticità, i deepfake pongono la nostra società, l’economia e i media di fronte a sfide completamente nuove. Obiettivo dei truffatori non sono più solo le grandi aziende, ma sempre più spesso anche i privati.

  • Truffe familiari tramite voice cloning: per ottenere una copia della voce estremamente realistica bastano spesso pochi secondi di materiale registrato prelevati da un video o da un messaggio vocale. Nella versione moderna della «truffa del finto nipote», i malintenzionati telefonano imitando la voce di un parente e simulando una presunta situazione di emergenza.

  • Truffa del CEO nelle aziende: anche le aziende possono finire nel mirino dei truffatori. I malintenzionati falsificano messaggi vocali o video della Direzione e invitano i dipendenti a effettuare urgentemente trasferimenti di denaro imprevisti.

  • Messaggi falsificati e disinformazione: interviste contraffatte o dichiarazioni manipolate da parte di celebrità. I deepfake diffondono deliberatamente informazioni false e mirate a disorientare il pubblico.

La questione della fiducia in rete

Al momento alcuni dettagli ottici e acustici continuano a offrire buoni punti di riferimento: ammiccamenti innaturali, ombre errate sui volti, bordi del viso sfocati, voci metalliche o strane incongruenze nella nitidezza dell’immagine indicano spesso la presenza di un contenuto falsificato.

Tuttavia, poiché l’IA si fa sempre più evoluta e accessibile, anche i deepfake diventano sempre più difficili da smascherare a occhio nudo. Le funzioni tecnologiche di protezione e filtraggio – come quelle impiegate da Swisscom nel settore della sicurezza di rete e informatica – aiutano a riconoscere tempestivamente minacce e tentativi di phishing. Tuttavia, la tecnologia da sola non basta.

Visto che non è più possibile fidarsi dei contenuti mediatici presenti in rete, ciò che serve davvero è un sano scetticismo di fondo. Le competenze mediatiche, vale a dire l’analisi critica e la verifica delle informazioni, rimangono la protezione più efficace nella vita digitale quotidiana.

Sul Swisscom Campus troverete altre guide e consigli pratici relativi alla sicurezza nella vita digitale quotidiana.

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Questo articolo è stato realizzato da Commercial Content in collaborazione con Swisscom. Commercial Content è l'unità di content marketing che produce contenuti commerciali per conto di Tamedia.

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