Cooperazione Weekend

Buona decorazione

Adoriamo l’atmosfera di questi giorni con decorazioni festive ovunque. Gli addobbi natalizi si fanno un po’ in tutto il mondo e magari qualcuno di noi quest’anno potrebbe voler prendere spunto dalle curiose usanze di un altro paese.

Ho Ho Ho! Decorazione The Great Outdoors & Mountain Lodge, fr. 77.70/6 pz., su livique.ch.
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Messico

In Messico l’atmosfera prenatalizia è molto… come dire… vivace. Da un lato ­perché ai messicani le lucine e gli addobbi piacciono particolarmente sgargianti e kitschosi, ma anche perché non si esita a prendere le decorazioni a bastonate. Non ne sono vittime le bocce di Natale della nonna, ma le piñata. I tipici vasi rivestiti di cartapesta colorata non si usano infatti solo ai compleanni dei bambini, ma anche sotto Natale. Tradizionalmente hanno sette estremità che danno loro una forma di stella e sono ripieni di dolciumi e giocattoli. A Natale bisogna cercare di colpire la piñata a occhi bendati con un bastone per ottenere quello che c’è dentro. Sarà anche un’usanza un po’ violenta, ma in realtà è molto divertente. 

Scandinavia

In Scandinavia un animale insolito fa parte degli addobbi natalizi: il caprone. Gli Julbock, letteralmente “caproni di Natale”, sono fatti di paglia e ornati con nastri rossi. Vengono appesi agli abeti o sistemati in giro come oggetti ornamentali. Nella città svedese di Gävle ne viene esposto ogni anno uno di 13 metri di altezza che pesa la bellezza di 3,5 tonnellate. È chiamato Megabock. Pare che questa creatura tragga le sue origini dalla mitologia norrena. È un simbolo di fertilità della ­terra (per questo è fatto con la paglia ricavata dai campi di cereali) e ai tempi rappresentava l’incarnazione di Thor, dio del tuono. Fino al XIX ­secolo in Scandinavia c’erano molte usanze che avevano a che vedere con lo Julbock. Ci fu addirittura un tempo in cui era lui a portare i regali, ma in seguito è stato spodestato da Babbo Natale. Oggi continua però ad avere un ruolo importante, perché contribuisce a creare l’atmosfera di hygge. A proposito di hygge, in Danimarca le case vengono decorate con lo Julenissen, un omino dalla barba bianca e il cappuccio a punta che però non è Babbo Natale, bensì un suo aiutante. 

Fidato aiutante: Babbo Natale con berretto rosso, fr. 2.95 (incl. 50% di sconto), da Coop edile + hobby.
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Ucraina

Hai paura dei ragni? Allora evita di festeggiare il Natale in Ucraina, dove le ragnatele vanno alla grande come decorazioni natalizie. Gli ucraini hanno dato fuori di matto? No, è semplicemente un’usanza che risale a una fiaba: c’era una volta un’anziana e povera vedova che non poteva permettersi gli addobbi per l’albero. Ma quando si svegliò la mattina di Natale, trovò il suo abete ricoperto di ragnatele che scintillavano al sole. Ecco, perché ancora oggi si addobbano gli ­alberi di Natale con ragnatele, ovviamente sintetiche. Si dice inoltre che porti fortuna trovare sull’albero un ragno vero o la sua ragnatela.

Non solo in sottaceto: Decorazione cetriolo, fr. 2.95, su livique.ch.
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Stati Uniti

Chi ama i film di Natale americani non può che avere notato un elemento decorativo che sta sempre appeso sulle porte: il vischio. Com’è noto, sotto il vischio bisogna baciarsi. Oltre a essere la pianta sacra della dea norrena dell’amore Frigga, è diventato popolare attraverso i romanzi dell’era vittoriana in cui i protagonisti, solitamente tenuti a rispettare rigide regole di buon costume, avevano eccezionalmente il diritto di baciarsi sotto il vischio. La tradizione vuole inoltre che una ragazza non possa rifiutare un bacio se si trova sotto a questa pianta: porterebbe sfiga. Roba antiquata? Forse, ma gli americani hanno anche un’altra tradizione decorativa più moderna, quella di appendere all’albero un cetriolo di vetro detto Christmas pickle. La prima persona che lo trova riceve un regalo supplementare.

Catalonia

In Catalonia, nel nordest della Spagna, il presepe è un po’ particolare: oltre alle figure di Maria e Giuseppe, ce n’è un’altra con i pantaloni abbassati. No, non hai letto male, è proprio così. Anzi, la cosa non finisce qui: l’omino si chiama caganer, cioè cagone in catalano. Nessuno sa bene da dove derivi questa usanza, ma si suppone che il caganer rappresenti il ciclo della natura. Con i suoi escrementi concima la terra e quindi contribuisce a un buon raccolto. È una tradizione accettata persino dalla Chiesa cattolica catalana. A quanto pare in questa regione hanno un gusto particolare per il tema della cacca. La vigilia di Natale, infatti, si racconta ai bambini che il tió de Natal, un tronco di albero con piedi e faccia, caghi fuori i regali. Non c’è che constatare che ai catalani il verbo cagar piace proprio tanto.

Classico e tradizionale: Presepe, fr. 4.95 (incl. 50% di sconto), da Coop edile + hobby.
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Cooperazione Weekend

Un'iniziativa nata dalla collaborazione di Cooperazione e 20 minuti, i due maggiori giornali della Svizzera, per lanciare un nuovo magazine di tendenza per l'inizio del fine settimana. «Cooperazione Weekend», disponibile da subito all'interno di 20 minuti, esce tutti i venerdì in tre lingue.