La coppia di designer americani Ray & Charles Eames
La coppia di designer americani Ray & Charles Eames
Cooperazione Weekend

Designer unici

I mobili non devono essere solo funzionali. Ecco i nostri classici del design preferiti per dare un tocco speciale a casa tua.

Appendiabiti «Hang it all»

Non è una coincidenza che l’appendiabiti «Hang it all» della coppia di designer statunitensi Ray e Charles Eames ricordi un gioco delle biglie. Il modello originale del 1953 di questo accessorio fatto di palline di legno colorate fissate a un filo d’acciaio ideato per la Vitra era stato pensato per i bambini. Con il suo design giocoso avrebbe dovuto incoraggiarli ad appendere i loro vestiti. Ma poiché trovò un ottimo riscontro anche tra gli adulti, furono aggiunte versioni con colori più discreti, come il bianco e il nero. 

Per grandi e piccoli:
Gancio per porta abiti
fr. 59.90.–, su livique.ch
Per grandi e piccoli: Gancio per porta abiti fr. 59.90.–, su livique.ch

Vaso Aalto

Il vaso più famoso del mondo fu disegnato nel 1936 dalla coppia di designer finlandesi Aino e Alvar Aalto per il produttore di vetro Iittala. Il nome dice tutto: aalto in finlandese significa onda. La forma sinuosa vuole anche ricordare i laghi della Finlandia. È pure noto come vaso Savoy, perché i suoi creatori lo scelsero come uno degli elementi di decorazione del lussuoso ristorante Savoy di Helsinki, che aprì i battenti nel 1937. Nello stesso anno fu esposto all’Esposizione internazionale di Parigi. Iittala produce ancora oggi il bicchiere Aalto: è soffiato a bocca e disponibile in vari colori e dimensioni.

Il Designer finlandese Alvar Aalto
Il Designer finlandese Alvar Aalto

Eames Plastic Side Chair 

«Ottenere il massimo e il meglio per il maggior numero di persone al minimo costo!» La sedia di plastica dei designer Charles & Ray Eames è il miglior esempio del loro slogan. Fu una grande innovazione, non solo per la semplicità delle forme, ma anche per il materiale. La resina di poliestere rinforzata con fibre di vetro è infatti estremamente malleabile, resistente e perfetta per la lavorazione industriale. Nel 1948, la sedia fu presentata a un concorso del Museum of Modern Art. Due anni dopo la prima sedia di plastica mai prodotta in serie fu lanciata sul mercato. Un’altra ­caratteristica innovativa era che la scocca poteva essere combinata con basi diverse, per esempio in legno o in filo d’acciaio. Non sorprende che la Vitra venda queste sedie ancora oggi. 

Calorosamente avvolti:
Plaid Farah fr. 89.95,
su livique.ch.
Calorosamente avvolti: Plaid Farah fr. 89.95, su livique.ch.

Sedia B 32 Cesca

Fu l’architetto e designer Mart Stam a progettare la prima sedia con seduta a sbalzo, cioè senza gambe posteriori, nel 1926. Tuttavia, si trattò di un modello ancora piuttosto rigido. L’architetto Ludwig Mies van der Rohe rivendicò come sua l’idea di una sedia lievemente molleggiante, che oscilla quando ci si siede sopra. Tuttavia, chi rese la sedia cantilever un grande classico fu un altro architetto. Marcel Breuer stava già lavorando con l’acciaio tubolare piegato per il progetto della sua sedia Wassily (nella foto) e nel 1929 presentò la B 32, più tardi nota come Cesca: una sedia a sbalzo con telaio in tubi di acciaio e con seduta e schienale in rattan incannicciato.  L’azienda Thonet la produce sin dal 1930, ribattezzandola S 32.

Non ti alzi più:
Cuscino per sedia Suna
fr. 12.95, su livique.ch.
Non ti alzi più: Cuscino per sedia Suna fr. 12.95, su livique.ch.

Chaise longue LC4 

Lo svizzero Le Corbusier non è stato solo uno degli architetti e urbanisti più influenti del XX secolo, ma ha anche disegnato pezzi di arredamento. Uno dei più famosi, del 1928, fu progettato insieme ai designer Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret per una collezione da esporre al Salon d’Automne di Parigi: la chaise longue LC4. La sua forma ergonomica è modellata sul corpo umano a riposo, per un design che combina essenzialità, eleganza e funzionalità. Come gli altri mobili della serie LC, la chaise longue è a tutt’oggi prodotta dalla Cassina.

Lo svizzero Le Corbusier
Lo svizzero Le Corbusier

Lampada sospesa PH 5 

L’architetto e designer danese Poul Henningsen ha rivoluzionato il design dell’illuminazione fino alla sua morte nel 1967. Nel 1958 disegnò la lampada PH 5, che prende il nome dalle sue iniziali. Il numero 5 sta per il diametro, che è di 50 cm.
È formata da un sistema a tre paralumi che racchiude la lampadina in modo tale da emanare una piacevole luce soffusa da
hygge. Si tratta inoltre di una lampada che non abbaglia mai: puoi appenderla dove vuoi e non avrai mai la luce direttamente negli occhi. La PH 5 è prodotta dall’azienda danese Louis Poulsen Lighting. 

PH Artichoke

Il 1958 fu decisamente speciale per Poul Henningsen, che in quell’anno, oltre al modello PH 5, creò un altro classico del design: la PH Artichoke. In origine, questa lampada era stata progettata in rame per il ristorante Langelinie Pavillonen di Copenhagen. Oggi, la Louis Poulsen Lighting vende il “carciofo” in tutto il mondo. Il design ispirato alla natura, con le sue 72 foglie sovrapposte, nasconde la lampadina al suo interno. Ne risulta una luce calda e che non abbaglia. Difficile trovare una lampada design più maestosa.

Flower Pot 

L’architetto e designer danese Verner Panton fu il primo a introdurre la Pop Art nel design di mobili negli anni Sessanta. Tutto divenne più variopinto, come la sua serie Flower Pot del 1968, che comprende lampade a sospensione e da tavolo in vari colori. Sono costituite da due mezze sfere contrapposte, con quella inferiore, più piccola, che copre la lampadina lasciando trasparire una luce del colore della lampada. Questo tocco un po’ rétro è una delle ragioni per cui ancora oggi le lampade Flower Pot del produttore & tradition sono richiestissime.

Sfera di luce:
Lampadina Philips Hue
White E27 Filament Globe
fr. 34.95 su livique.ch.
Sfera di luce: Lampadina Philips Hue White E27 Filament Globe fr. 34.95 su livique.ch.

Cooperazione Weekend

Un'iniziativa nata dalla collaborazione di Cooperazione e 20 minuti, i due maggiori giornali della Svizzera, per lanciare un nuovo magazine di tendenza per l'inizio del fine settimana. «Cooperazione Weekend», disponibile da subito all'interno di 20 minuti, esce tutti i venerdì in tre lingue.