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Game of Clones

Sono passati tre anni dal controverso finale di quella che probabilmente è la serie fantasy più popolare al mondo e ancora non si è visto nessuno dei sequel, prequel e spin-off che erano stati annunciati. Sembra che ora sia arrivato il momento tanto atteso. Ecco cosa possiamo aspettarci e quali sono le migliori alternative.

Ebbene sì, quest’anno potrebbe finire l’attesa per milioni di fan in tutto il mondo: i produttori di «Game of Thrones» stanno lanciando «House of the Dragon», il primo prequel, ­ossia gli antefatti della serie. Nel 2018, dopo otto stagioni, la serie colossal si era conclusa. L’audience è stata da record, ma anche le proteste dei fan più accaniti. Il problema: l’adattamento è andato troppo avanti rispetto al romanzo di George R. R. Martin. I produttori ­hanno spinto al massimo per concludere la serie, cosa purtroppo evidente dalla arida sceneggiatura delle ultime due stagioni. Gli appelli per un finale alternativo sono rimasti ­inascoltati, ma si sono alimentate le speranze per i vari prequel, sequel e spin-off. La più concreta è stata quella in una serie che avrebbe dovuto intitolarsi «Blood Moon», dedicata alla ­storia dei White Walkers, gli Estranei, con Naomi Watts nel ruolo della protagonista. Nel bel mezzo della produzione del pilot il progetto purtroppo è naufragato, come quelli su molti ­altri personaggi gravitanti intorno al «Trono di Spade». Ma ora i fan saranno finalmente ­soddisfatti con «House of the Dragon», un prequel sulla storia della casata dei Targaryen, ambientato due secoli prima dell’originale.

Ad ogni modo, la cosa più fastidiosa in questi anni di attesa sono stati gli emulatori: a ogni serie simil truce, storica o fantasy è stata affibbiata l’etichetta “Per i fan di Game of Thrones”. Intanto però – e probabilmente è questo il motivo per cui così tanti spin-off si sono arenati – il mix di intrighi e violenza, sesso e amore, atroci campioni di malvagità e magnifici eroi è rimasto senza eguali. Ma se prendiamo ogni ­ingrediente di GoT singolarmente, mentre ammazziamo il tempo nell’attesa di «House of the Dragon», ci sono valide alternative disponibili sulle varie piattaforme. Ecco una selezione.

1. Ti piacciono le battaglie

Ami la calma prima della tempesta, quel momento in cui gli eserciti stanno uno di fronte all’altro in attesa di scagliarsi contro il nemico? Come prima dello scontro tra le armate di Jon Snow e Ramsay Bolton a “Grande Inverno”, o l’adunata di fronte agli Estranei con i draghi di Daenerys? Allora potrebbero piacerti «Britannia» (3 stagioni, su Sky Show), «Vikings» (9 stagioni, anche su Amazon Prime Video) e «Spartacus» (4 stagioni, su Sky Show), tutte serie traboccanti di ­epiche battaglie.

2. Ti piace il fantasy invernale

Perché sono così poche le serie fantasy ambientate d’inverno? Eppure c’è qualcosa che rende il ghiaccio e la neve particolarmente adatti a ­narrare storie di magia. Se cerchi una serie che non sia solo fantasy invernale ma si avvicini anche a GoT nel suo insieme «The Witcher» (2 stagioni, su Netflix) ­potrebbe fare al caso tuo. Se Henry Cavill con il suo spadone ti sembra troppo tenebroso, prova con «His Dark Materials» (2 stagioni, anche su Sky Show).

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of Thrones, fr. 26.95,
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Snow is coming back: Figurina da gioco Jon Snow, McFarlane Toys Store Game of Thrones, fr. 26.95, su microspot.ch.

3. Ti piacciono le scene piccanti

Almeno nelle prime due stagioni, non si può dire che Emilia Clarke, nei ­(pochi) panni di Daenerys, si sia risparmiata quanto a scene osé. In «Outlander» (6 stagioni, anche su Amazon Prime Video) a concedersi al pubblico è invece Caitriona Balfe, che nel ruolo di una viaggiatrice nel tempo trova il grande ­amore nella cruda Scozia del XVIII secolo. Anche la saga di vampiri «True ­Blood» (7 stagioni, anche su Sky Show) non è avara quanto a scene di nudo.

4. Ti piacciono gli intrighi

È chiaro che nessuno potrà mai eguagliare le trame ordite da Petyr Baelish alias Ditocorto. Come quando manipola Sansa e compagni per i suoi loschi fini e questi ancora lo ringraziano. Dove c’è potere, ci sono intrighi. Lo dimostra alla perfezione la lotta dinastica del XVI secolo alla corte di Enrico VIII, portata sullo schermo da «I ­Tudors» (4 stagioni, su Amazon Prime Video). Per inciso, ­anche qui il sesso non manca. Idem per il sequel non ­ufficiale «I Borgia» (3 stagioni, su Apple TV+), dedicato all’elezione papale.

Nochmals von vorn! 
Game of Thrones – die
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Nochmals von vorn! Game of Thrones – die komplette Serie (4K Ultra HD, deutsch/englisch), 219 Franken, microspot.ch

5. Ti piacciono i colpi di scena

La cosa più affascinante di GoT sono i colpi di scena, davvero imprevedibili. George R. R. Martin non si è fatto scrupoli a passare a fil di spada molti dei personaggi più amati (talvolta persino apparenti protagonisti) sacrificandoli sull’altare delle alzate d’ingegno narrative. «The Last Kingdom» (5 stagioni, su Netflix) non ­arriva ai suoi livelli, ma la serie sull’immaginaria saga di Uhtred, in cui i vichinghi invadono l’Inghilterra nel IX ­secolo, offre un paio di colpi di scena belli agghiaccianti.

Lettura originale: 
George R. R. Martin «A Game
of Thrones» (inglese),
volume 1-5, fr. 54.90,
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Lettura originale: George R. R. Martin «A Game of Thrones» (inglese), volume 1-5, fr. 54.90, su microspot.ch

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Un'iniziativa nata dalla collaborazione di Cooperazione e 20 minuti, i due maggiori giornali della Svizzera, per lanciare un nuovo magazine di tendenza per l'inizio del fine settimana. «Cooperazione Weekend», disponibile da subito all'interno di 20 minuti, esce tutti i venerdì in tre lingue.